Come ottenere i finanziamenti: il manuale prattico per un imprenditore

Cover photo by Markus Winkler on Unsplash
Ascolta “Come ottenere i finanziamenti: il manuale prattico per un imprenditore” su Spreaker.

Questo articolo arriva giusto in tempo per sostenere sia la rete di #gambericoltura #DINAQUA che sta nascendo, la quale necessariamente avrà bisogno di accesso agli strumenti di #finanza agevolata e non solo, ma anche nel periodo particolare del #economia nazionale che offre moltissimi opportunità alle #startup e più in generale alle aziende innovative. Ma per accedere alle misure del #PNRR ci vuole una #mentalità finanziaria diversa. Parliamo di #impatti che ogni #business crea, ma in primo luogo – cosa dovrebbe fare un #imprenditore per ottenere dei #finanziamenti pubblici e privati. Con Antonella Scotese, co-founder di AS&P Advisor.

Chi siamo e perché siamo diventati il partner della start-up DINAQUA

Mi sono sempre occupata di politiche pubbliche e di politiche di sostegno dello sviluppo imprenditoriale ed economico dei paesi. Da circa 3 anni ho lasciato le “Big Four“, dov’è ho lavorato e ho creato la mia piccola start-up di consulenza insieme ad altri colleghi signor, insieme a dei giovani che stiamo formando per aiutare le imprese a cogliere le opportunità di cofinanziamento pubbliche e private: per nuovi fondi di investimento, nuovi partner in modo da realizzare il proprio progetto di investimento. Nella nostra visione ci piace concentrarci su quelle realtà che hanno una focalizzazione su degli impatti e sulla sostenibilità del proprio business. Non perché sia la moda del momento, ma perché è veramente necessario focalizzarsi su quei cambiamenti che possono portare un duplice beneficio: il profitto e la crescita, al miglioramento delle condizioni ambientali, sociali, climatiche, della salute dell’individuo e della popolazione.

Quindi un anno fa circa ho incontrato il suo progetto imprenditoriale DINAQUA che mi ha subito affascinato, perché porta innovazione e vuole portare ad un altissimo livello di integrazione tecnologica sia nella parte IT, che nella parte della produzione e della sostenibilità un settore, che in Italia è assolutamente la “cenerentola”. L’agricoltura – che dovrebbe essere un settore trainante dell’Italia, perché è evocata alla biodiversità, alla sostenibilità agricola – da primario nel senso fondamentale della parola è diventato un settore, dove le innovazioni e gli investimenti sono stati molto scarsi, tranne gli ultimi 5-6 anni. L’acquacoltura – e in generale tutta la Blue Economy – hanno contato ancora più pesantemente questa politica di sviluppo non incentrata sulle potenzialità del business.

AS&P Advisor
Bridge to impact: dalle piccole alle grandi cose

Il nostro metodo:

  1. Incentriamo la nostra attività di consulenza su un approccio agile e concreto dei servizi resi, grazie ad un rapporto costante con i nostri Clienti
  2. Miriamo a facilitare il dialogo tra Società private e pubbliche e i vari stakeholders nella definizione di soluzioni efficaci, concrete e sostenibili, per lo sviluppo di un progetto di investimento o di un piano di crescita
  3. Supportiamo i nostri Clienti nell’identificazione delle migliori strategie e degli strumenti più adeguati anche grazie alla partnership con advisor tecnici di elevata competenza nei settori di riferimento
  4. Orientiamo il nostro lavoro di consulenza ai più elevati standard di efficienza e qualità: un approccio olistico-trasversale, le competenze messe in campo, l’empatia e l’attenzione alla compliance unite all’etica e alla trasparenza in ogni fase dello sviluppo di un servizio o di un progetto per i nostri Clienti


Scopri di più sul sito ufficiale

Vuoi quindi la mia particolare passione anche del prodotto che DINAQUA vuole fare – perché adoro i gamberi, gli astici e le ostriche quindi mi sento particolarmente affezionata e voglio, che il progetto venne realizzato; vuoi perché abbiamo iniziato a lavorare con tutti i suoi partner scientifici, comprendendo effettivamente come di sostenibilità ci sia veramente bisogno, vuoi perché l’Italia ha oltre 8000 km di coste e sfrutta l’acquacoltura a un decimo se non a una cifra inferiore delle potenzialità. Stessa Commissione Europea ha sempre sottolineato da 7 anni l’importanza di acquacoltura per i paesi come l’Italia, la Spagna e la Grecia – tra cui l’Italia è quella che ha un bruttissimo gap tra le potenzialità di sviluppo del settore e il livello di effettiva efficienza, innovazione e concorrenza sul settore. Dunque ci siamo sentiti di diventare un partner di questa iniziativa.

Antonella Scotese

Opportunità del PNRR per le iniziative private: cosa manca per sfruttare al meglio le risorse a disposizione

Un punto essenziale secondo me è la carenza della cultura imprenditoriale, rispetto al mondo della finanza agevolata – tutta la parte del funding strategico, che può essere sia pubblico che privato – , anche se non amo particolarmente questo termine, ma è meglio di chi parla dei fondi perduti e altro.

Ci sono delle risorse che vengono considerate “a gestione indiretta“: sono assegnate definitivamente alle regioni, quelli che normalmente vengono chiamati PON (programmi operativi nazionali) e POR (programmi operativi regionali) e che restano solo alle imprese italiane o meglio, ai progetti realizzati sul territorio italiano, quindi non debbano essere realizzati da imprese italiane. Però c’è un’altra parte di progetti, che viene gestita direttamente dalla Commissione Europea e si chiamano “progetti e programmi a gestione diretta della Commissione e delle sue agenzie”, che finanziano i migliori progetti di ricerca, sviluppo, innovazione, innovazione sociale, sostenibilità ecc. in tutti i 26 paesi dell’Unione Europea.

Quindi l’atteggiamento dell’imprenditore deve essere pro-attivo, perché sono le risorse messe a disposizione delle imprese, dei territori.

Il primo punto essenziale è riconoscere che l’Italia fa parte dell’Europa, che questi fondi sono italiani, ma concorriamo con gli altri per rendere e per finanziare il progetto migliore.Antonella Scotese

Antonella Scotese
Bandiera italiana e quella dell'UE
Photo by Matt Hardy on Unsplash

A volte dobbiamo essere più pro-attivi anche delle nostre amministrazioni pubbliche o quelle regionali. Tantissimi regioni fanno molto per le loro imprese, ma tante – sulla parte soprattutto dei finanziamenti europei piuttosto che dei finanziamenti nazionali per la partecipazione ai programmi europei e nazionali – non riescano adeguatamente supportare la partnership e la sponsorship, che possano essere assolutamente gratuite.

Naturalmente l’imprenditore non può lavorare da solo anche su questo fronte, ma sicuramente tutti i canali di informazione possano essere adeguatamente sfruttati. Siccome è un lavoro forse converrebbe affidarsi a dei professionisti, perché non c’è purtroppo – come dico sempre – non c’è il Google degli incentivi: non c’è un motore di ricerca unico, che consente di identificare l’incentivo più adeguato, più adatto al proprio progetto imprenditoriale a livello europeo, nazionale o regionale. Però un monitoraggio attivo, quindi un supporto consulenziale specifico con i propri consulenti di fiducia, con delle società specializzate è sicuramente un punto molto importante, perché consente di avere una base informativa e di scegliere.

Non c’è il “Google degli incentivi”: non c’è un motore di ricerca unico, che consente di identificare l’incentivo più adeguato, più adatto al proprio progetto imprenditoriale a livello europeo, nazionale o regionale.

Il monitoraggio attivo delle opportunità di finanza agevolata permette di individuare meglio i parametri del proprio business

Localizzazione

Il monitoraggio vigile permette di scegliere meglio la localizzazione – tante volte l’investimento non deve essere localizzato in un territorio specifico della propria regione, ma anche nelle altre, dove a volte ci sono più possibilità di supporto, di incentivazione, perché sono maggiori le necessità di sviluppo e quindi i ministeri incentivano maggiormente le regioni – penso alle regioni del sud, ma non solo. Ci sono dei territori così detti “di crisi complessa“: dei territori svantaggiati, dove questi incentivi vengono emessi in una maniera consistente.

Tempistiche e la direzione nell’innovazione

Photo by Scott Graham on Unsplash

Permettere di capire le tempistiche, le tipologie di spese ammissibili e quindi di mantenere il focus costante sull’innovazione della propria attività. Determinate incentivazioni possano spingere le imprese – dovrebbe essere quello uno degli obiettivi degli incentivi – a realizzare un investimento, che altrimenti non si farebbe o non si farebbe nelle stesse tempistiche con le stesse dimensioni: penso agli incentivi occupazionali, quelli della digitalizzazione, incentivi alla transizione verde. Quindi sia per avere una leva finanziaria sempre a portato di mano, sia per avere una leva dell’indirizzo di sviluppo del proprio business, sia per comprendere effettivamente quali innovazioni ci siano e quali partners ci possano essere – io consiglio questo come un esercizio imprenditoriale. Anche per un investimento piccolo, penso che sia utilissimo per l’imprenditore questo atteggiamento pro-attivo, ch’è anche una spinta all’innovazione costante.

Importante non accedere a queste risorse come a un bancomat o a una lotteria “gratta e vinci”. Anche perché davvero rarissime volte si ha la possibilità di trovare l’incentivo che fa il proprio caso, con tutte le voci di spesa coerenti, nelle tempistiche coerenti e nei territori coerenti. Deve essere proprio una strategia di investimento: esattamente come l’imprenditore controlla ogni settimana, ogni mattina le norme del settore piuttosto che la situazione bancaria, o la situazione dei fornitori – deve essere proprio una forma mentis finanziaria diversa.Antonella Scotese

Antonella Scotese

Perché bisogna partecipare nei bandi, anche se “rarissime volte si ha la possibilità di trovare l’incentivo che fa il proprio caso”

Diciamo che nella media le percentuali di successo – l’ammissione alle agevolazioni – sono tra il 10 e il 20%. Causa dell’apprendimento continuo dell’imprenditore – perché ciò che è chiaro all’imprenditore, ciò che cerca di tradurre il consulente tantissime volte non è così chiaro per il decisore pubblico, per gli investitori istituzionali. Quindi è anche un processo di apprendimento il motivo per cui nel nostro approccio commerciale in genere suggeriamo di fare più application, di non fermarsi ad una sola. L’altro motivo del risultato non soddisfacente potrebbe essere un periodo di transizione tra le due programmazioni, com’è stato il periodo 2020/2021 e come lo è ancora perché la programmazione 21-27 deve ancora partire.

Quindi per chi vuole investire nel settore di acquacoltura ecco le opportunità della finanza pubblica:

 • il Fondo Europeo (FEAMPA) dedicato alla acquacoltura, che viene rafforzato rispetto alla programmazione passata e nella nuova versione “evoluta” è più focalizzato sullo sviluppo del settore di acquacoltura europea, perché la lettera A che trova finalmente il posto nel acronimo lo è il testimone.
• i programmi Blu Innovation e Blue Economy della Commissione Europea che sono stati lanciati nella programmazione precedente, che devono essere ulteriormente rafforzati come se fossero proprio un pezzetto di Horizon,
• la parte di fondo complementare del PNRR per la digitalizzazione dell’agricoltura e il rafforzamento della Blue Economy.
Scopri di più sul sito ufficiale

È un momento estremamente propizio, il che non vuol dire che ci saranno piogge di soldi dal cielo, che arriveranno – basta solo aprire l’ombrello. Ma è assolutamente fondamentale rimanere attivi nel monitoraggio e iniziare a comprendere rispetto alle proprie opportunità e le capacità di finanziamento, quali siano le leve attivabili, studiando caso per caso, territorio per territorio e fase per fase. Quindi l’imprenditore – che normalmente già fa il monitoraggio – potrebbe adottare un assolutamente vigile, attivo, con un’attenzione in più.

I passi da manuale pratico per finanziare il progetto imprenditoriale

  1. definire l’ammontare, quindi creare un business plan di massima e capire le capacità di cofinanziamento, così detti i mezzi propri;
  2. identificare il gap finanziario (fundung gap), la differenza la l’ammontare e i mezzi propri;
  3. identificare le varie leve per coprire il fundung gap:
    a) la leva bancaria, che è sicuramente una leva di accesso più facile
    b) altre leve di investitori istituzionali, ossia fondi di investimento, fondi di private equity, altri strumenti
  4. Il residuale può essere coperto con strumenti di ulteriore finanza: strumenti finanziari gestiti soprattutto dalla parte pubblica, ma anche altri strumenti tipo crowdfunding, business angels ed altri variegati.


Scopri di più sul sito ufficiale

Quando bisogna parlare con il decisore pubblico

Naturalmente la decisione sta alla propensione di investimento del singolo imprenditore, alla capacità di autofinanziamento, la capacità di restituzione e quant’altro. La parte privata giustamente si concentrerà sul received: su quanto business plan sia solido, quali siano possibilità di ritorno dell’investimento – per un imprenditore questo discorso è abbastanza semplice e noto.

Ma concentriamoci sulla parte pubblica: occorre tradurre il proprio progetto rispetto non solo alle capacità di ritorno economico, ma anche di ritorno sociale, vuol dire crescita del territorio, crescita di un settore, crescita di una occupazione, sviluppo di un determinato territorio e quant’altro.

Quando saremo in grado di tradurre, di identificare questi obiettivi fondamentali allora potrebbe aver senso parlare con investitori pubblico. Perché “potrebbe”, cioè il condizionale: perché – dopo che abbiamo identificato il nostro funding gap – la traduzione degli impatti che sono tesi su un determinato territorio deve avere una portata tale da “smuovere” l’interesse dello stakeholder, che dobbiamo sempre individuare noi.

Tantissime volte lo stakeholder è l’assessore regionale nel senso del decisore politico – policy maker – altre volte invece è necessario parlare con le autorità locali, quindi potrebbe essere il responsabile di bacino, il responsabile del comune o quant’altro. Quindi anche identificare chi è l’interlocutore, chi ha l’interesse pubblico prioritario prevalente: il comune, la regione, la provincia – questo è un altro pezzo fondamentale, la terza fase.

Questa – terza – fase naturalmente va in parallelo al stabilire il funding gap, per iniziare a capire quali opportunità pubblici ci sono. Se parliamo dei territorio estremamente sviluppati che non hanno dell’acquacoltura o della digitalizzazione una priorità di sviluppo – potrebbe essere una perdita di tempo andare a parlare con il decisore locale, magari potremo andare invece a trovare degli investitori istituzionali o scalare e verificare, se a livello nazionale ed europeo il progetto possa essere considerato di interesse.

Quindi le fasi sono queste, dov’è la prima è sicuramente introspettiva dell’imprenditore, che fa un esame di autocoscienza insieme con consulente per identificare il proprio funding gap, l’analisi dell’impatto e l’analisi delle fonti potenziali, quindi lo scouting delle opportunità di cofinanziamento.

Questi sono i passi che io farei prima di andare a parlare con qualsiasi decisore politico, perché penso che sia meglio a farlo avendo chiari le ricadute ambientali, sociali e occupazionali, di sviluppo del territorio. Questa preparazione offre ad entrambi un terreno di dialogo diverso: non vengo io, un imprenditore, a dirti: “Voglio un milione di euro per realizzare la mia impresa. Mi potete aiutare?”. No. “Il mio progetto di investimento porta X occupati, PIL aggiuntivo alla regione, sposta il consumo idrico, migliora l’efficienza energetica, ecc. ecc.”

Antonella Scotese

Esperto: Dott.ssa Antonella Scotese

Dott.ssa Antonella Scotese, Socio fondatore e Responsabile area Finanza Agevolata di AS&P Advisor

Laureata in Economia delle Amministrazioni Pubbliche e Istituzioni Internazionali presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, ha maturato oltre 20 anni di esperienza in primarie società di consulenza attive a livello nazionale e mondiale.

Ha supportato numerose Amministrazioni Pubbliche (Ministeri, Regioni e Comuni) coinvolte nella programmazione, monitoraggio e valutazione delle politiche di sviluppo, soprattutto nell’ambito di Programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali dell’Unione Europea.

Ha lavorato alla creazione e sviluppo di strumenti finanziari (Fondi garanzia e prestiti, Fondi per lo sviluppo locale, la rigenerazione urbana e l’efficientamento energetico, Microcredito) e alla sperimentazione di strumenti per l’innovazione sociale, quali il Social Impact Investing.

Per oltre 10 anni è stata dirigente responsabile per l’Italia di un team specializzato in servizi per la ricerca, acquisizione e gestione di fondi pubblici addizionali o di relazioni pubblico – privato (analisi e valutazione economiche – finanziarie, PPP, business – government relations) e fundraising a favore di Società pubbliche e private, Enti gestori di servizi pubblici essenziali ed Istituzioni pubbliche.

Docente in Master su europrogettazione, finanza di impatto e Fondi Strutturali e le politiche di investimento pubblico – privato per il Sole24ore e numerosi Enti pubblici.

Visita il profilo su Linkedin

Credits

Cover photo by Markus Winkler on Unsplash