sostenibilità e la pace

Riflessioni sulla sostenibilità dell’acquacoltura nel 2021

Dopo la giornata mondiale della Pace, una ricorrenza, celebrata dalla Chiesa cattolica, focalizzata quest’anno sulla sostenibilità, ho dedicato il primo giorno dell’anno alle riflessioni ed ho pensato che possa essere utile di condividerli con il mondo, sperando che non siano banali e noiosi.

Nel suo messaggio, intitolato “La cultura della cura come percorso di pace“, Papa Francesco, parla delle capacità di un uomo “da una parte, rendere la terra produttiva e, dall’altra, proteggerla e farle conservare la sua capacità di sostenere la vita”.

La sostenibilità

Ecco – sono partita da questo: la sostenibilità. Applicata a tutte le sfere della vita, non solo ad un modello di produrre i beni, ma anche al modo in cui vengono consumati. Ho pensato che una corsa all’uso della tecnologia, ormai entrata nei settori più intimi della nostra vita, non diventerà mai una scelta sostenibile se non fosse consapevolmente applicata, ma anche criticata – se volete (basta pensare alla così detta “obsolescenza programmata“, seppur illegale nel territorio europeo, ma difficilmente impugnabile).

La tecnologia

Confesso, la tecnologia è un tema molto scivoloso per me – sono russa di origine, abito in Italia da quasi sei anni e provengo dalla città, che possa essere definita come un “fornitore” al livello globale dei programmatori ed ho studiato tutte le sfumature di fisica, microelettronica e di programmazione per 6 anni! Mi presento pure come un ingegnere!

In un anno di lockdown solo grazie alla tecnologia siamo riusciti ad andare avanti come una start-up (la squadra è “spalmata” in tutta Italia). Sono rimasta in contatto con la mia famiglia in Russia in tutti questi mesi solo grazie ai diversi servizi di videochiamate di gruppo. Ho allargato la mia conoscenza di app diverse, anche per lo streaming (a proposito, nella seconda metà di marzo partirà il nostro “Diario della start-up innovativa”, un racconto della nostra esperienza di startupper tramite una serie di interviste appunto in diretta con i protagonisti – i membri della squadra, ma ovviamente con i partner di ruolo decisivo per il nostro percorso).

La start-up

Siamo una start-up basata sulla tecnologia e sul pensiero sostenibile – verso tutti: animali, ambiente, lavoratori, consumatori. Ma è sempre una tecnologia, anzi stiamo avviando un progetto di digitalizzazione per avere non solo un sistema di controllo dei parametri ambientali computerizzato, ma un vero “smart-farming”, cioè una tecnologia di gestione computerizzata. Più costosa nella sua realizzazione, ed è evidentemente un punto di debolezza, in un certo senso. Voglio dire – una gambericoltura a km zero, che ha l’impatto sull’ambiente praticamente pari a zero, come una fioricoltura, non potrà mai avere i costi di costruzione bassi come l’acquacoltura estensiva dei paesi tropicali, con tutte le “possibilità” del caso: distruzione delle foreste di mangrovie, corrosione del suolo, scarso controllo, lo schiavismo… Ma quanti consumatori pensano di tutto ciò al momento del consumo, appunto? Per fortuna c’è almeno una crescita del consumo dei prodotti “bio” in Europa. Ma come sarà dopo la crisi economica questa crescita?…

Ma mi sono trascinata fuori dal discorso – scusate, ma ci tengo molto alla nostra start-up. Ecco, la tecnologia ci permette di fare le cose inimmaginabili qualche tempo fa (in conclusione vi faccio vedere, che non è vero ne anche questo :)))), ma perché allora Bill e Melinda Gates non hanno dato i cellulari ai loro bambini fino alle scuole superiori, Steve Jobs teneva i suoi alla larga dall’iPad e Tim Cook non vuole che suo nipote si iscriva ai social network? Oppure un caso esemplare di una ex executive di Facebook, che ha detto: “Sono convinta che il diavolo viva nei nostri telefoni e stia devastando i nostri ragazzi”.

Questi sono i spunti per riflettere…

La sostenibilità del pensiero e dell’azione = umanità

Ecco – vorrei che diventiamo più consapevoli e sostenibili nelle nostre scelte. Ed è brutto a dire, ma grazie al lockdown, personalmente, ho rivalutato un vero contatto e un vero rapporto umano che mi manca da morire – come possibilità di abbracciare i miei quando ho voglia, oppure fare un incontro di lavoro un volta ogni tanto in presenza e con la stretta di mano.

Sono sicura che manchi anche a voi questa semplice umanità. E sono sicura che quando mi incontrerò finalmente con i miei amici non li farò vedere i filmati stupidi sullo scremo del mio smartphone, ma parlerò, magari farò solo le chiacchiere insignificanti. E quando si potrà finalmente fare i viaggi senza mascherine non aprirò il mio portatile, ma conoscerò il mio compagno di viaggio per caso. Magari per gli italiani è una cosa di norma, ma per i russi è un pensiero quasi impossibile :)))

Se non ci fosse per il COVID non avrei mai pensato di questa sostenibilità così semplice e così naturale. Siamo le scelte che facciamo, ed umanità siamo noi, sono io.

Il silenzio

Non vorrei però che fra qualche tempo, quando sarà tutto quasi dimenticato, avremo bisogno di nuovo di una scossa per ricordare che “la dignità inviolabile della persona … manifesta anche il piano divino per preservare l’armonia della creazione, perché “la pace e la violenza non possono abitare nella stessa dimora”. … Pertanto, i nostri piani e sforzi devono sempre tenere conto degli effetti sull’intera famiglia umana, ponderando le conseguenze per il momento presente e per le generazioni future.” dal messaggio di Papa Franceso

Ma si può sperare che fra di noi ci saranno sempre “gli assassini”, che ribellandosi contro l’uso eccessivo e stupido della tecnologia seppur sempre con i mezzi tecnologici tipo l’interruttore di frequenza ci faranno staccare dai monitor e sentire di nuovo il silenzio.

“Silenzio! Il silenzio all’improvviso da paura. I passeggeri dell’autobus dovranno entrare in conversazione tra loro.” 1953, Ray Bradbury, The Murderer

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