Acquacoltura su terraferma come un driver di sviluppo delle zone rurali​​

Può acquacoltura diventare un driver di sviluppo sostenibile delle zone rurali e costiere nazionali? DINAQUA risponde sì, anzi, pensiamo che l’acquacoltura fatta in un modo intelligente sarà una vera evoluzione dell’umanità e dovrà diventare l’unica fonte di approvvigionamento dei prodotti ittici in Europa

acquacoltura intelligente

Le sfide di acquacoltura

L’acquacoltura globale si concentra sull’obiettivo di fornire cibo non solo alla popolazione attuale, ma anche al surplus futuro, se le previsioni di crescita della popolazione mondiale secondo la FAO diventeranno realtà. Per questo motivo la maggior parte dell’acquacoltura globale già oggi è concentrata nei paesi asiatici.

Al contrario, l’acquacoltura europea – di cui il peso a livello globale sia nei termini di valore, che di volume possa essere definito insufficiente, se prendiamo in considerazione anche la bilancia di approvvigionamento fortemente deficitaria – deve puntare sulla qualità ambientale e organolettica del prodotto, nonché sul rafforzamento del tessuto produttivo delle zone rurali, ma anche sulla necessità di sostituire la dipendenza dall’importazione, per mitigare la politica di esportazione dell’impatto ambientale risultata fallimentare e risentita maggiormente proprio nei paesi europei come un effetto negativo dei cambiamenti climatici.
Contributo delle macro regioni alla produzione globale dei prodotti ittici: pesca e acquacoltura sia in mare, che su terraferma e in acque interne -Contribution of macro regions to the global production of seafood products: captures and aquaculture both at marine and inland waters © FAO, SOFIA 2022
Contributo delle macro regioni alla produzione globale dei prodotti ittici: pesca e acquacoltura sia in mare, che su terraferma e in acque interne © FAO, SOFIA 2022
Il confronto di crescita tra pesca di cattura e acquacoltura suddiviso per gruppo di paesi in base al livello di reddito (escludendo le alghe) - Growth in captures and aquaculture by income level of the country group. © FAO, SOFIA 2022
Il confronto di crescita tra pesca di cattura e acquacoltura suddiviso per gruppo di paesi in base al livello di reddito (escludendo le alghe). © FAO, SOFIA 2022

Questa specializzazione richiede una nuova tecnica di allevamento che minimizzi l’impatto ambientale negativo, migliori il tessuto sociale e produttivo, e dimostri la capacità di entrare e convivere nei contesti fortemente orientati verso il turismo, anche di massa.

Inoltre, i nuovi imprenditori acquicoli devono tenere conto del cambiamento climatico in atto e mitigarne gli effetti negativi per minimizzare l’impatto ambientale. Secondo gli esperti del team DINAQUA l’acquacoltura europea sarà sempre più praticata in terraferma in ambienti protetti, anche perché l’allevamento in terra risolve il problema delle perdite causate dalla propagazione di specie aliene, oltre di garantire le condizioni di crescita ottimali, assieme con una sicurezza alimentare e una tracciabilità del prodotto molto precisi.

Fortunatamente, l’Europa ha una cultura ambientalista robusta. Tuttavia, gli errori commessi nello sviluppo rapido dell’acquacoltura globale possono essere utilizzati come lezioni da quella europea per evitare l’uso squilibrato delle risorse e minimizzare l’impatto ambientale negativo. Non mettiamo in dubbio il fatto che acquacoltura è destinata a diventare l’unica fonte di approvvigionamento per i prodotti ittici in Europa. Secondo la FAO, gli stock ittici del Mar Mediterraneo e del Mar Nero sono secondi per i livelli di pesca insostenibile (Area 37), con il 63,4% degli stock in sofferenza. Secondo la Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo la situazione è ancora più drammatica: il 73% degli stock commerciali del Mediterraneo viene pescato oltre i limiti biologicamente sostenibili.
Percentuale degli stock ittici considerati biologicamente sostenibili nelle maggiori area di pesca nel 2019 -Percentage of fish stocks considered biologically sustainable in major fishing areas in 2019 © FAO, SOFIA 2022
Percentuale degli stock ittici considerati biologicamente sostenibili nelle maggiori area di pesca nel 2019 © FAO, SOFIA 2022

Le sfide delle zone rurali dell'UE

Le regioni rurali dell’UE hanno una superficie pari al 44,6 % del totale, e con una popolazione di 93,1 milioni di persone (pari al 20,8 % della popolazione totale dell’UE), le regioni rurali dell’Unione sono spazi multifunzionali che si trovano a far fronte a una serie di sfide, quali l’invecchiamento della popolazione, che comporta un calo del numero di persone in età lavorativa, un mercato del lavoro debole e persino lo spopolamento.

Altri problemi che interessano le zone rurali a differenza di quelle urbane sono la mancanza di infrastrutture e di servizi, un’economia scarsamente diversificata, redditi bassi abbinati a un più elevato rischio di povertà ed esclusione sociale, l’abbandono dei terreni agricoli, la mancanza di strutture per l’istruzione, un alto tasso di abbandono scolastico e il divario digitale (vale a dire la mancanza di connessioni Internet affidabili, che costituisce un ostacolo sia per le imprese che per le persone).

L’insieme di tali circostanze è stato definito come un circolo vizioso verso il declino rurale, poiché un maggior numero di persone si sposta verso le zone urbane alla ricerca di migliori prospettive di lavoro e della fornitura di servizi pubblici.

Nonostante i problemi illustrati, le zone rurali offrono un gran numero di opportunità e la loro diversità rappresenta una delle più grandi risorse dell’UE. Esse forniscono risorse alimentari e ambientali e possono contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici offrendo alternative ai combustibili fossili e sviluppando l’economia circolare.

Tali zone svolgono un ruolo fondamentale nel garantire una distribuzione equilibrata della popolazione sul territorio, prevenendo così il sovraffollamento delle città, e garantiscono una qualità di vita che gode di un apprezzamento sempre maggiore, così come il contributo che il patrimonio culturale delle zone rurali apporta al turismo sostenibile

La sezione è la citazione completa dal rapporto “Piccoli comuni intelligenti: Concetto, problematiche e prospettive per le zone rurali dell’UE”. Servizio di ricerca per i deputati PE 689.349 – Marzo 2021. Autori: Ana Martinez Juan e James McEldowney

Credits: Foto di copertina by FORREST CAVALE su Unsplash

Acquacoltura su terraferma: come DINAQUA vuole creare la ricchezza del territorio rurale

In questo contesto DINAQUA punta su piccoli comuni ed ha sviluppato un modello di business, che offre un nuovo modello economico di sviluppo sostenibile delle zone costriere e rurali, preserva il patrimonio paesaggistico nazionale, collabora con la filiera del turismo – disegnata come un cliente principale dell’allevamento intelligente. Il modello di sviluppo delle risorse umane – quindi di sviluppo occupazione sul territorio – si basa sulla possibilità di individuare e convertire le competenze esistenti nel campo di zootecnica e agricoltura terrestre, grazie ai corsi di acquacoltura di base e di gestione specifica, sia per la dirigenza che per gli addetti alle operazioni di allevamento.

Abbiamo creato un allevamento ittico all'impatto ambientale simile alla floricoltura

Si tratta di acquacoltura intelligente DINAQUA, ovvero di know-how del processo produttivo con apposito modello gestionale per una produzione che assicura un costante monitoraggio del prodotto stabulato tramite il sistema di gestione automatizzato, quindi con un controllo h24 dei parametri ambientali dell’esercizio, risolvendo i problemi inerenti ai fattori biologici esterni, consentendo migliore accrescimento delle specie allevate, ciò permette una programmazione molto accurata, ovvero significa un risultato economico maggiore rispetto alle tecniche tradizionali di allevamento

le specie

Grande vantaggio dell’allevamento intelligente DINAQUA è il fattore di polivalenza, cioè la possibilità di scegliere le specie, in partenza – per assicurare l’uscita più breve possibile in cash-flow e in futuro – per rispondere all’eminente evoluzione del mercato

Mazzancolle tropicali - White leg shrimp

Gamberi tropicali

Gambero è la seconda specie più allevata al mondo, ciò permette di gestire l'avviamento dell’allevamento, soprattutto per chi fa la prima entrata nel settore

Allevamento di astice: Astice blu - Lobster farm: European lobster

Astice europeo

Dal punto di vista di business model l’impianto si adatta meglio per gli scopi di allevamento delle specie termofile e fondali, soprattutto nella fase iniziale

Ostrica piatta - European flat oyster

Ostriche a basso costo

Coltiviamo i bivalvi, ovvero ostriche, mitili, capesante, ecc. negli stessi circuiti di allevamento, i quali svolgono un ruolo importante dei biorisanatori

le opportunità

Elenchiamo brevemente quali possano essere le opportunità di finanziare l’iniziativa imprenditoriale tramite gli strumenti pubblici di finanza agevolata

FEAMPA 2021-2027

il Fondo Europeo (FEAMPA) dedicato alla acquacoltura, che viene rafforzato rispetto alla programmazione passata e nella nuova versione "evoluta" è più focalizzato sullo sviluppo del settore di acquacoltura europea, perché la lettera "A" che trova finalmente il posto nel acronimo lo è il testimone

Blu Innovation e Blue Economy

I programmi Blu Innovation e Blue Economy della Commissione Europea che sono stati lanciati nella programmazione precedente, che devono essere ulteriormente rafforzati come se fossero proprio un pezzetto di Horizon

PNRR

La parte di fondo complementare del PNRR per la digitalizzazione dell'agricoltura e il rafforzamento della Blue Economy

il podcast

Nel nostro podcast “Acquacoltura come un business”, distribuito sulle piattaforme di ascolto gratuite abbiamo dedicato una serie da tre puntate dedicate alla tecnologia di allevamento di gamberi, dove il suo inventore – Prof. Roberto Rabiti – affronta gli aspetti più importanti dalla prima persona

Biofloc e allevamenti in mare a confronto con acquacoltura intelligente DINAQUA

Parliamo del Biofloc, una tecnologia alternativa rispetto all'acquacoltura intelligente DINAQUA che possa essere applicata all'allevamento di crostacei, quindi dei gamberi. Affrontiamo quali possano essere le problematiche dell'allevamento in gabbie in mare ed il perché dobbiamo optare esclusivamente per un allevamento a terra per la gambericoltura

Esperto: Roberto Rabiti, Resp. Ufficio Tecnico di DINAQUA, esperto dei sistemi a circuito chiuso

Conduttrice: Katerina Kuzina, Team Leader di DINAQUA

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Allevamento di astice

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